Una alternativa all’economia attuale

di Fra Felice Autieri OFMConv

L’accostamento di Francesco d’Assisi all’economia, potrebbe suscitare forti perplessità. Infatti la domanda è che tipo di legame potrebbe esserci tra questo santo medioevale che ha vissuto la povertà come scelta di vita, con l’economia, il guadagno e il denaro.

In realtà il legame esiste ed è anche molto forte, infatti Francesco è nato e cresciuto in una famiglia di “mercanti” e lui stesso mercante in stoffe pregiate, il citato termine equivarrebbe oggi alla categoria professionale che va dal commerciante in senso stretto all’“imprenditore”. Pertanto possiamo affermare che l’assisiate fu commerciante ed imprenditore insieme, conosceva le dinamiche del denaro e dell’imprenditoria del suo tempo. Non possiamo escludere che la stessa intuizione di Francesco di vivere la chiamata di Cristo a livello personale e comunitario, nelle sue modalità strutturali si ispiri alle dinamiche aziendali del tempo.

Mi spiego, Francesco introduce il concetto di “fraternitas”, ovvero di uomini che vivono in una “communitas” e fra loro sono “fratres”, in quanto vivono la sequela di Cristo. Ebbene ciascuno di loro metteva a disposizione del loro stare insieme, le proprie capacità che potevano essere di natura culturale, spirituale o manuale per il bene della comunità. Ciò potrebbe ricordarci le dinamiche aziendali, dove l’azienda la costruisce l’imprenditore con i suoi dipendenti che mettono a disposizione per il suo sviluppo, le loro professionalità e competenze. Tutto collabora alla dimensione orizzontale della realizzazione del “bene comune”, per cui si evince che il concetto di “comunità” per il pensiero francescano dal Medioevo in poi, non riguarda la persona presa nella sua singolarità, ma in relazione con l’altro inserito in una comunità.

“Manifesto Olivetti Lettera 22” Eredi Pintori

La scuola francescana con i suoi uomini, ebbe il merito di porre le basi etiche dei primi concetti socioeconomici quali “utilità sociale della mercatura”, “produttività del denaro”, “valore economico”, “giusto prezzo” e “mercato monetario”. È stato un orizzonte dottrinale e terminologico che, attento alle crescenti complessità sociali ed economiche del tempo, ha prodotto una strumentazione etica, teorica e pratica a disposizione della politica e dell’economia, quali governanti, mercanti, commercianti e cambiavalute. 

Pertanto il contributo che il francescanesimo ha potuto offrire nel corso dei secoli, è stato di indicare un percorso per poter riformare la visione economica e il paradigma economico del “profitto”, conseguito spesso a danno della persona.

La felice intuizione del francescano Luca Pacioli con la partita doppia, quella dei Monti di Pietà che elargendo prestiti in funzione delle effettive necessità, diremmo oggi “microcredito”,possono essere giudicati come i primi finanziatori del credito al consumo e allo sviluppo delle piccole imprese.

L’approccio che ne è conseguito, è stato di offrire una risposta consapevole che tenesse conto dell’interesse di chi investiva, ma anche della dignità della persona.

Infine i francescani secolari impegnati nel mondo, hanno dato il loro apporto alla questione sociale di fine Ottocento: Louis Harmel, Giuseppe Tovini, Rosa Barban su tutti. Oggi alla luce delle problematiche economiche di questi ultimi anni, quanto delineato assume un valore sempre più autorevole oltre che profetico. È chiaro che il profitto è utile, se è orientato ad un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo. L’esclusivo obiettivo del profitto senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Pertanto alla fine i costi umani sono sempre anche costi economici, mentre le disfunzioni economiche comportano sempre anche costi umani. Allora recuperare la centralità dell’uomo nell’economia ha l’obiettivo di creare alternative non conflittuali, rispetto alle logiche economiche vigenti. Non è solo il recupero della centralità dell’uomo e la salvaguardia delle ragionevoli dinamiche del profitto, infatti creare un’alternativa all’economia vigente ha l’obiettivo di dare un’anima a quella di domani, di costruire un rapporto equilibrato tra uomo e natura, tra cittadino e le istituzioni, tra profitto e dono.

A questo riguardo Papa Francesco nel messaggio per la celebrazione della V giornata mondiale di Preghiera per la cura del creato nel settembre del 2019, ha affermato: «È l’ora di riscoprire la nostra vocazione di figli di Dio, di fratelli tra noi, di custodi del creato». Nessuno di fronte alle sfide attuali, ha formule “magiche” o “vincenti” da offrire agli altri, tuttavia è possibile offrire una strada da poter percorrere insieme. Solo l’impegno e la reale volontà di collaborare, potrà permetterci di poter costruire realisticamente una realtà se non migliore semplicemente diversa.

Disuguaglianza nel mondo.