Breve introduzione per studentesse e studenti: diffidenti? scettici? perplessi? prevenuti?
Se sei un tipo intelligente, ti stai certamente chiedendo che ci azzecca San Francesco con l’economia e che ha da dire un frate di ottocento anni fa all’uomo del XXI secolo che viaggia con l’AI. Ma se l’economia è la scienza e l’arte di governare il denaro, quest’ometto, figlio di un ricco mercante e orientato ad una vita da signore, che un bel giorno lascia tutto e sposa “Madonna Povertà”, qualcosa di non comune e forse di utile anche per noi oggi, può riservare anche a te.
Non ha scritto trattati, ha solo vissuto e testimoniato, con parole ed opere, che è possibile impostare le relazioni economiche tra gli uomini ed i popoli in modo radicalmente diverso dal solito e con risultati decisamente più utili per tutti. In fondo, il suo messaggio è molto semplice: se sono stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza, sono chiamato a vivere in comunione con Lui e con tutti gli altri uomini – che a questo punto altro non sono che miei fratelli e sorelle – e anche “cum tucte le creature”: in comunione, non in competizione.
Cosa produca la competizione lo conosciamo benissimo: dicono le statistiche che l’1% della popolazione mondiale possieda il 43% della ricchezza globale e sappiamo dalla storia che ti fanno studiare a scuola e che vivi ogni giorno che “c’est l’argent qui fait la guerre”, nel duplice senso che la si vince, la guerra, se si è meglio equipaggiati e che spesso la si fa per metter le mani sulla ricchezza altrui.
Avete intuito che Francesco non ha ricette concrete da premio Nobel per risolvere gli squilibri del mondo, ma ci ricorda che, perché il risultato sia integralmente umano, bisogna che anche questo settore sia impiantato su basi corrette: Dio padre, gli uomini fra loro fratelli, l’attenzione al creato. A questo punto – data un’anima all’economia, recuperando criteri di giustizia sociale, di equità, di sobrietà, di tutela sostanziale, e non solo formale, della libertà delle persone – con intelligenza, creatività e senso concreto della realtà, si possono, nelle varie epoche, trovare le più acconce soluzioni per ottenere una produzione ed una distribuzione della ricchezza che non dimentichino nessuno. E’ così che nel corso dei secoli i francescani hanno inventato i Monti di Pietà, i Monti frumentari e tante altre soluzioni.
Che sia, quella di un’economia a misura di uomo, un’aspirazione non solo cristiana, ma umana, lo dimostra la bandiera della rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité; che questo sogno non si sia ancora realizzato – e forse proprio per la dimenticanza di quell’ultimo ideale, su cui tanto insiste Francesco: la fraternità – è sotto gli occhi di tutti.
Dare uno sguardo a questa mostra, forse, non è una perdita di tempo.